sabato 21 marzo 2026

MvF 1 Santa Cristina di Gela - Corleone

Oggi ci aspetta una giornata intensa: 26km, con un dislivello di +780/-930 e decidiamo quindi di fare colazione presto, alle ore 7. Alle 7:40 siamo davanti al B&B pronti per partire con due auto e un pulmino.
Alle 8:30 siamo a Monreale


La chiesa apre alle 9, quaranta minuti per la visita ... si farebbe troppo tardi ... ci accontentiamo (che è molto considerando i mosaici che ci sono all'interno) di una visita/foto dall'esterno.


I mezzi ci portano poi a Santa Cristina di Gela, inizio del nostro cammino.
Nel bar del paese hanno già preparato i panini che gli abbiamo ordinato il giorno precedente. Un caffè, il timbro è ci mettiamo in marcia.

Tutti i cartelli del paese sono sia in italiano che in arbërisht, un'antica variante della lingua albanese 

Ai margini del paese, dove comincia il cammino, troviamo un mosaico e un murales col simbolo del cammino
Cominciamo a camminare alle 9:30

Sarà un cammino fatto sulle antiche trazzere (come in Sicilia vengono chiamate le antiche vie che attraversavano i campi e servivano per il passaggio degli armenti). Un cammino di fango e di guadi. È piovuto infatti, negli ultimi tempi, e le trazzere sono piene di acqua e fango.
Ci sono alcuni torrenti da guadare, questo è il primo 

Ogni tanto incontriamo qualche masseria, la nostra guida ci dice che, per la maggior parte, non sono abitate. Vengono tenuti in masseria i trattori, le attrezzature per la campagna, semmai anche gli animali, ma poi le persone che ci lavorano vivono per lo più nei paesi.
Qualche tratto asciutto lo troviamo, semmai un po' troppo raramente.
Poco dopo l'una, troviamo un ponte con due bassi parapetti, ottimi per sedersi e fare pausa pranzo 
Ripartiamo e, dopo un paio di chilometri, arriviamo al Santuario di Maria SS del Rosario a Tagliavia. Nel piccolo negozio di souvenir è possibile prendere anche il caffè 
Ogni tanto incontriamo qualche vigneto, piante basse, molto potate, evidentemente alla ricerca di vino di qualità 
Ed eccoci arrivati all'ultimo guado, quello più insidioso. Dopo aver messo un po' di rami e altro, la nostra guida Giorgio e Luciano, con piedi e polpacci nel torrente, ci aiutano ad effettuare il guado.
Non ci sono solo paesaggi collinari, si trovano anche diverse formazioni rocciose con pareti verticali
Il fango a volte può essere insidioso e, se ti cattura entrambi i piedi, è un attimo cadere ... in ginocchio 
È alle sei e mezza, dopo 24,6km, finalmente arriviamo al nostro hotel Leone d'oro

Buona cena, con vino offerto da Roberta per festeggiare il suo compleanno 




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