Appuntamento alle 8 all'inizio di corso Umberto I (tutta lastricata, come si può osservare sotto) dove oltre ad una grande fontana circolare troviamo questa originale Chiesa del Calvario. Non c'è bisogno di comprare qualcosa per il pranzo, arriveremo a Cammarata intorno all'una ... mangeremo in un bar.
Presto comincia a piovere, e appena prendiamo sentieri troviamo un po' di fango
Ogni tanto spunta il sole, il tempo somiglia un po' a quello scozzese: si alternano rapidamente sole e pioggia. La pioggia è sempre una pioggerellina e basta un ombrellino per ripararsi
Passiamo in un agrumeto con possibilità di raccogliere un frutto: arance e mandarini.
Attraversiamo uliveti, a terra i rami potati
Arriviamo quindi al casale di San Pietro
E' ricordato in quanto il 10 luglio 1391 Manfredi Chiaramonte, Conte di Castronovo, che aveva preso impegno con il legato del Papa Bonifacio IX di far cessare le discordie interne nella Sicilia, vi convocò il Parlamento del Regno siciliano. In questa seduta, i baroni convocati presero la decisione, poi non mantenuta, di non incoronare Martino re di Sicilia, in quanto l'aver sposato Maria, figlia di Federico III d'Aragona, non gli dava il diritto di reclamare il regno di Sicilia.
Arriviamo a Cammarata e ci accolgono una serie di murales dedicati ai pellegrini, sono realizzati sul muro di contenimento della strada che ci porta in paese.
Anche qui, come in altri paesi, troviamo capre dipinte sulle porte dei vecchi portoni
Arriviamo intorno all'una e facciamo una sosta al bar Sicilia, ottimo per il salato, i cannoli e il gelato ... e finalmente si può accompagnare il pranzo con una birrettina!
Abbiamo preso accordi con l'ncc utilizzato sabato per andare a Santa Cristina e ci facciamo portare a Santo Stefano Quisquina.
Qui visitiamo l'eremo di Santa Rosalia alla Quisquina.
L'eremo fu costruito tra la fine del '600 e l'inizio del '700 a custodia della grotta dove si pensa dimorò la giovane santa, oggi patrona di Palermo.
Ci sono vissuti frati eremiti. L'ultimo eremita rimasto è morto a 97 anni nel 1985, da allora il monastero è disabitato.
Una delle celle del monastero; sotto la carta d'identità dell'ultimo eremita
Questa è la chiesa del monastero
Il dipinto sotto raffigura Santa Rosalia e l'epigrafe da lei lasciata e che ha permesso di identificare come sua la grotta nella quale è stata rinvenuta
Questo è l'ingresso della grotta dove viveva Santa Rosalia. Diciamo il primo ingresso, in fondo a destra si trova un ulteriore fenditura nella roccia, alta meno di un metro, attraverso la quale si arriva alla sua "stanza" ... non tutti siamo entrati.
L'artista dice: "Mio padre mi voleva pastore ma io avevo solo 7 anni e volevo solo scrivere poesie. A 17 anni scolpivo alabastri in una stalla dove riposavano altri pastori "vai a dormire, lasciaci dormire " urlavano tra le bestemmie. Ma io non li ascoltavo, continuavo a scolpire al lume di un pezzo di stoffa immersa nella nafta, e quando le mie narici si riempivano di polvere e di fumo uscivo fuori a respirare sotto le stelle.
Il teatro è questo sotto e le pietre che fungono da sedili sono disposte come le stelle della costellazione di Andromeda perché "questo non è un teatro... ma un'astronave in volo verso la Galassia di Andromeda"
Porta del teatro
Ritorniamo a Cammarata e gli ncc ci lasciano direttamente al ristorante. Una serie di antipasti e poi salsiccia e patate al forno, e dolci per finire.
Torniamo a piedi in hotel.
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